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    December 18

    Io scrivo il tuo nome - Paul Eluard

     

     

    Sui miei quaderni di scolaro, Sui miei banchi e sugli alberi, Sulla sabbia e sulla neve

    Io scrivo il tuo nome

    Su tutte le pagine lette, Su tutte le pagine bianche, Pietra, sangue, carta, cenere

    Io scrivo il tuo nome

    Sulle dorate immagini, Sulle armi dei guerrieri, Sulla corona dei re

    Io scrivo il tuo nome

    Sulla giungla e sul deserto, Sui nidi sulle ginestre, Sull’eco della mia infanzia

    Io scrivo il tuo nome

    Sui prodigi della notte, Sul pane bianco dei giorni, Sulle stagioni promesse

    Io scrivo il tuo nome

    Su tutti i miei squarci d’azzurro, Sullo stagno sole disfatto, Sul lago luna viva

    Io scrivo il tuo nome

    Sui campi sull’orizzonte, Sulle ali degli uccelli, Sul mulino delle ombre

    Io scrivo il tuo nome

    Su ogni soffio d’aurora, Sul mare sulle barche, Sulla montagna demente

    Io scrivo il tuo nome

    Sulla schiuma delle nuvole, Sui sudori dell’uragano, Sulla pioggia fitta e smorta

    Io scrivo il tuo nome

    Sulle forme scintillanti, Sulle campane dei colori, Sulla verità fisica

    Io scrivo il tuo nome

    Sui sentieri ridestati, Sulle strade aperte, Sulle piazze dilaganti

    Io scrivo il tuo nome

    Sul lume che s’accende, Sul lume che si spegne, Sulle mie case raccolte

    Io scrivo il tuo nome

    Sul frutto spaccato in due, Dello specchio e della mia stanza, Sul mio letto conchiglia vuota

    Io scrivo il tuo nome

    Sul mio cane goloso e tenero, Sulle sue orecchie ritte, Sulla sua zampa maldestra

    Io scrivo il tuo nome

    Sul trampolino della mia porta, Sugli oggetti di famiglia, Sull’onda del fuoco benedetto

    Io scrivo il tuo nome

    Su ogni carne consentita, Sulla fronte dei miei amici, Su ogni mano che si tende

    Io scrivo il tuo nome

    Sui vetri degli stupori, Sulle labbra intente, Al di sopra del silenzio

    Io scrivo il tuo nome

    Su ogni mio infranto rifugio, Su ogni mio crollato faro, Sui muri della mia noia

    Io scrivo il tuo nome

    Sull’assenza che non desidera, Sulla nuda solitudine, Sui sentieri della morte

    Io scrivo il tuo nome

    Sul rinnovato vigore, Sullo scomparso pericolo, Sulla speranza senza ricordo

    Io scrivo il tuo nome

    E per la forza di una parola, Io ricomincio la mia vita,

    Sono nato per conoscerti, Per nominarti

    Libertà.

    December 04

    Mutismo

     

    È il mutismo dell’idiozia e un mutismo che diventa profezia
    La profezia di una vita che poi diventa notte
    La notte di un giorno sulla quale hai chiuso gli occhi
    Gli occhi di un bambino dalla bocca spalancata
    Gli occhi di un bambino dalla bocca disidratata
    Una bocca che non dice e se dice, dice poco
    Troppo poco per chi desidera , troppo poco per chi desideri
    Desiderando un desiderio s’intrecciano sorrisi
    Sorrisi di una bocca dal sapore familiare
    Il sapore di un progetto perseguitato dalla paura
    La paura del silenzio, l’idiozia del mutismo.

    September 16

    Quando...un "ti voglio bene"...è per sempre

     

    Quando un bicchiere va in frantumi e vorresti romperne altri cento, quando tutto va in sospensione e ti prende il magone; quando devi andare a cento all’ora e vorresti tirare il freno a mano; quando tutti i verdi diventano grigi e pensi che te la vedi brutta; quando chi è solo non è un solitario e allora il tempo diventa il tuo spazio; quando le superi tutte e tutte ti sembrano niente; quando ti adulano e tu gli ridi in faccia e quando ti coccolano e tu gli regali un sorriso; quando un vaffanculo è più morbido di una carezza ed una carezza vale due soldi; quando non puoi fare a meno di farti un sacco di risate e quando vorresti essere serio ma sarebbe un sacrilegio; quando sei pesante e sei inquinante e quando sei contaminato di leggerezza; quando guardi venti sedie ma sai già come le vorresti disporre; quando la regìa è geniale  e quando il genio nasce in due; quando un “ti voglio bene” ti costringe a cambiare gioco e quando il nuovo gioco tutto sommato ti piace; quando presentarti a mani vuote ti lascia un vuoto nello stomaco; quando la guardi nel presente e speri che il futuro le rassomigli; quando sai cosa devi fare ed era pure ora che lo facessi; quando la gratitudine non si mercanteggia e se ci credi è per sempre.

    May 26

    Amici e Spose

     

    Gli amici e l’amica vivono per nascere…

    Gli amici dell’amica desiderano in silenzio…

    Gli amici per l’amica rischiano di cuore…

    Gli amici con l’amica raccontano un futuro…

    Gli amici sull’amica contano da sempre…

    Gli amici all’amica chiedono una sposa…

    Gli amici e la sposa nascono per vivere…

    Gli amici della sposa tremano di vita…

    Gli amici per la sposa decidono di crescere…

    Gli amici con la sposa dividono un segreto…

    Gli amici sulla sposa scrivono una storia…

    Gli amici alla sposa chiedono un’amica…

    March 29

    La giornata che non ti aspetti...

     

    “…chi non c’è s’è perso una grande giornata…” dice l’Arma; ha proprio ragione.
    Alle otto del mattino, l’aria fresca, il sole alto, promette proprio bene, ma chissà; la salita è faticosa, la Sposa sbuffa, l’Arma piantona; ci vuole un caffè, il tempo deve morire, dovrebbe e invece rinasce; la Vamp siede al tavolo, il sole cuoce le spalle, la grande piazza ti apre il cuore, c’è voglia di filone, è solo rimandato. Il caffè non è gran chè ma la tazza costa troppo, la Sposa sperisce, c’è chi ride e chi…pure; la prof non si regge, non ci sto, neppure la Lady ci sta, chiacchiere a due sulle scale, poi a tre, poi tanti, poi tutti, poi via…filone.
    La città, lo spettacolo che non ricordi, braccia nelle braccia, corpi morbidi e l’anima è come il vento, finalmente! Tavolo da undici ma non va bene, il Fiorellino non si trova ma poi arriva, ancora in dodici, psicoapostoli.
    C’è chi fuma, c’è chi ride, c’è chi ride fumando; la Vamp cammina, fa i chilometri e chi la ferma più, abbattetela! La Sposa si lamenta e si diverte, si diverte e scatta, scatti su scatti; la Topa stuzzica, vuole una coperta, ma con questo caldo? Capisc a me! La Lady è andata, alcol? No, vita, credo. L’Eterna scherza, è contenta, si appoggia, è tenera; la Chioccia è sempre in ferie, vantaggi; la Mamma sta in mezzo, benissimo. Il mare ci copre le spalle, tutto sommato ci siamo nati. È ora, baci e baci, “mica è un addio…”, peccato lo stesso.  Insomma, basta poco per volersi bene…e chi se la scorda più!
    January 19

    La perla della settimana

     

    "Ogni promessa e' diebbeto..."

    ovvero
     
    "quel che è detto è detto..."
    November 01

    Romanzo on-line - Diario di un'estate

     

    (Trance 61)

        

    La serata si avviava verso la sua conclusione e nel gruppo si respirava aria di serenità; specchio evidente di ciò era certamente il sorriso che mia cugina Angela aveva stampato sul volto, proprio lei che fino a quel momento era sembrata così poco entusiasta di quella vacanza e così tanto raramente s’era lasciata andare ad espressioni divertite e felici; Diego e Sara se la spassavano prendendosi in giro reciprocamente, mentre Claudia, Rosa ed Angela sembravano aver formato un bel trittico impegate com’erano a spettegolare sulla miriade di passanti; accanto a loro Susanna partecipava ridendo di gusto alle battute, mi era davanti ed io cercavo nelle sue espressioni tracce di qualcosa che assomigliasse al mio stato d’animo tenendo nella mente e nel cuore quel turbine di magiche sensazioni provocate da qualche attimo di partecipi sguardi. Per gioco e forse anche allo scopo di attrarre la sua attenzione tiravo leggermente le punte dei suoi lunghi capelli che ella quella sera portava sciolti.

    -     Bada - diceva sorridendo divertita - se lo rifai ancora… - e mi puntava contro il dito indice e lo sguardo fintamente minaccioso; recitando la parte di colui che non sapesse di cosa stesse parlando alzavo le mani in senso di resa di fronte alle sue intimidazioni e questo creava una condivisione di regole per un gioco mai progettato e che per questo dava la sensazione dell’esistenza di una grande e naturale sintonia.

     Stava al gioco e ciò mi riempiva ancor più di gioia e di gratitudine per colei che dimostrava simpatia per me e non lasciava che passassi inosservato; era repentinamente disposta ad abbandonare le goliardie ed i pettegolezzi che condivideva con le altre ragazze per dedicarsi ai banali giochi che le proponevo io e questo in me alimentava la convinzione, inesorabilmente crescente, che la simpatia e l’affetto che io provavo per lei fossero totalmente condivise e che della lista delle persone da lei preferite io fossi il principe.

    Mezzanotte, ora di salutarsi; passeggiavamo silenziosi tra la folla gustando il gelato che chiudeva quella serata di cui eravamo sazi e sodisfatti; ci avviavamo verso il luogo dove Susanna e sua sorella Rosa avevano appuntamento con i loro genitori che dovevano riportarle a casa in auto.

    -     Noi come torneremo a casa? - mi chiese Diego.

    -     A piedi, è ovvio. - gli risposi continuando a leccare il mio cono gelato.

    -     Sarà lontano?

    -     Mah, due o tre chilometri, non saprei.

    -     Ci vorrà più di mezzora per tornare.

    -     Che importa, abbiamo camminato fino ad ora, mezzora in più non ci ucciderà.

    -     Forse lo farà qualche maleintenzionato!

    -     Non gufare!

    Sara ascoltava la nostra conversazione.

    -     Gabriele ha ragione, cosa vuoi che accada, anzi sarà divertente una passeggiata sotto queste stelle luccicanti.

    Alle sue parole sollevai lo sguardo ed effettivamente il cielo era meravigliosamente stellato; ci si avviava verso zone meno frequentate, meno rumorose ed anche meno illuminate di Praia a Mare e ciò consentiva di godere sempre meglio di quello spettacolo suggestivo.

    -     Ehi, di cosa parlate voi lì dietro? - disse Rosa che passeggiava qualche metro davanti a noi insieme con sua sorella, con Claudia e con Angela.

    -     Si diceva che ci divertiremo a tornarcene a casa a piedi sotto le stelle. - rispose Sara.

    -     A piedi! Ma siete matti? Non passa a prendervi nessuno?

    -     No e comunque non ce n’è bisogno - dissi ironico - siamo baldi giovani noi! - sottolineai il noi con un diverso tono di voce.

    -     Senti brutto anatroccolo - replicò Rosa - cosa vorresti dire con questo? Ti informo che io fra qualche mese parteciperò ad una corsa campestre e di certo arriverò per prima al traguardo!

    -     Bè certo - affondai - d’altra parte è difficile arrivare secondi quando si gareggia da soli!

    -     Da sola un corno! Saremo più di cento.

    -     Un vero pollaio.

    -     Che hai detto!?

    -     Nulla, nulla, un colpetto di tosse.

    -     Già, spero ti vada di traverso! - A quel duetto tutti sghignazzavano divertiti.

    -     Ok, ora smettetela di beccarvi e parliamo di cose serie; - intervenne Susanna - davvero avete intenzione di arrivare a piedi a casa?

    -     Certo - dissi - non è poi così lontano.

    -     Ma siete impazziti, è notte e potrebbe essere pericoloso!

    -     È quello che ho detto anche io. - intervenne Diego.

    -     Su non fatela così drammatica, non sarà poi la fine del mondo, state sereni. - continuai; Susanna allargò le braccia in segno di stupore.

    -     A dire il vero - intervenne Angela - il mio problema non è tanto la notte quanto che sono molto stanca.

    -     Già, anche io - disse sua sorella - per quanto dovremmo camminare ancora?

    -     Una mezzora, quaranta minuti al massimo, credo. - le risposi.

    -     Oddio! - Angela ebbe un sussulto di sconforto.

    -     E che sarà mai!? - le disse Sara spintonandola un po’, avvilita dalla facilità con cui nostra cugina si affaticava.

    -     No ragazzi, non se ne parla neppure - sbottò Susanna - vi daremo un passaggio con la nostra auto.

    -     Già - disse sua sorella - e come ci infileremo in sette sui sedili posteriori?

    -     Ci stringeremo, non ha importanza, sarà per poco.

    -     No Susanna - intervenni - Rosa ha ragione non è possibile; portate con voi Claudia ed Angela che sono stanche, noi altri tre in breve saremo a casa.

    -     Ma come? - disse Susanna.

    -     Tranquilla, non è un sacrificio, siamo contenti di fare quest’ulteriore tratto di strada a piedi.

    -     È vero - disse Rosa - questa è l’unica soluzione.

    -     Fate come volete, cosa posso dirvi di più. - concluse Susanna suo malgrado.

     

    Continua...(trance 62: 22/02/09)